Consacrarsi a Gesù Cristo per le mani di Maria
“Quando mi trovai a Cracovia, nel quartiere Debniki, entrai nel gruppo del «Rosario vivo», nella parrocchia salesiana. Vi si venerava in modo particolare Maria Ausiliatrice. […] Ero già convinto che Maria ci conduce a Cristo, ma in quel periodo cominciai a capire che anche Cristo ci conduce a sua Madre. Ci fu un momento in cui misi in qualche modo in discussione il mio culto per Maria ritenendo che esso, dilatandosi eccessivamente, finisse per compromettere la supremazia del culto dovuto a Cristo.
Mi venne allora in aiuto il libro di San Luigi Maria Grignion de Montfort che porta il titolo di «Trattato della vera devozione alla Santa Vergine». In esso trovai la risposta alle mie perplessità. Sì, Maria ci avvicina a Cristo, ci conduce a Lui, a condizione che si viva il suo mistero in Cristo. La lettura di quel libro ha segnato nella mia vita una svolta decisiva. Ho detto svolta, benché si tratti di un lungo cammino interiore che ha coinciso con la mia preparazione clandestina al sacerdozio.
Proprio allora mi capitò tra le mani questo singolare trattato, uno di quei libri che non basta ‘aver letto’. Ricordo d’averlo portato con me per molto tempo, anche nella fabbrica di soda, tanto che la sua bella copertina era macchiata di calce. Rileggevo continuamente e l’uno dopo l’altro, certi passi. Mi sono presto accorto che, al di là della forma barocca del libro, si trattava di qualcosa di fondamentale.
Ne è conseguito che, alla devozione della mia infanzia e anche della mia adolescenza verso la Madre di Cristo, si è sostituito un nuovo atteggiamento, una devozione venuta dal più profondo della mia fede, come dal cuore stesso della realtà trinitaria e cristologica.”
Così san Giovanni Paolo II racconta la scoperta del Trattato della vera devozione di san Luigi Maria Grignion de Montfort e di come abbia trasformato la sua relazione con Maria, rendendola vitale e più matura, al punto di scegliere come motto del suo pontificato “Totus tuus”, cioè la forma breve di consacrazione che san Luigi propone. Lui chiama questa via “schiavitù d’amore”: un’espressione forte, che oggi possiamo comprendere come la scelta libera e fiduciosa di consegnare a Cristo tutto ciò che siamo, mettendoci nelle mani di Maria, la creatura che più perfettamente si è lasciata plasmare da Lui.
Non si tratta di aggiungere pratiche o devozioni, ma di imparare a vivere con il cuore di Maria, lasciando che la sua fede, la sua umiltà e la sua disponibilità totale diventino la forma della nostra vita cristiana. Per questo afferma: “Questa devozione è una via facile, breve, perfetta e sicura per arrivare all’unione con Nostro Signore, nella quale consiste la perfezione del cristiano”. È un cammino semplice e profondo, capace di rinnovare la fede di chi lo intraprende e di condurlo, senza deviazioni, al centro vivo del Vangelo: l’unione con Cristo”.
Nei 7 incontri proposti si avrà l’opportunità di approfondire questa devozione a partire dai testi di san Luigi, di scoprirne il senso e la bellezza e di prepararsi a consacrare il proprio cuore e la propria vita alle mani di Gesù per mezzo di Maria.




